Sergio Bergamo

L'arte dell'emozione visiva

Le opere di Sergio Bergamo rappresentano un'incursione nei territori magici e mistici dell'inconscio, emergendo spontaneamente dal disegno e dal colore, senza schizzi preparativi né schemi precostituiti, rivelandosi quali un'esplorazione insieme malinconica, consapevole e divertita dei vizi e delle debolezze del genere umano.

Riflettendo sui propri ed altrui fantasmi interiori, l'artista approda ad una consapevolezza che è riconoscimento ironico e smaliziato della fatuità della vita e delle cure che affliggono gli uomini, la certezza che il bene e il male siano strettamente connessi e fusi nella loro natura terrena, e che non sia possibile venir fuori da codesto giogo se non "reimpastando" ed amalgamando tutto il circostante, per fonderlo in una massa informe che va a costituire una sorta di apocalittica resa dei conti, pervasa dalla speranza che dal novello "brodo primordiale" possa avere origine una specie più degna e onesta.

Il pittore varia ecletticamente il suo stile, pur rimanendo fedele alla cifra distintiva del suo linguaggio, spaziando dall'astrazione pura che allude a Kandinskij e Mondrian, al figurativo di stampo classico magistralmente esemplificato nelle copie degli antichi Maestri rinascimentali e barocchi, agli accenni all'Impressionismo e Post-Impressionismo di Cèzanne, Gauguin, alla Secessione Viennese di Egon Schiele, alla Nuova Oggettività e alla modernità dell'Informale gestuale e materico, che in alcuni esemplari richiama i grafismi di Cy Twombly, a più immediati contemporanei.

Allusioni ad antecedenti che possono arrivare alla memoria sono molti, ma la pittura di Sergio Bergamo, senza negare la sua profonda cultura artistica e la passione per il suo mezzo, è completamente autentica e sincera, nel trapasso dalla figurazione alle composizioni di tipo metamorfico in cui forme indistinte si palesano in animali fantastici, personaggi grotteschi, singolari o commoventi, che costituiscono poi il simulacro dei nostri eterni difetti e virtù, fino alla materia indistinta, destino e principio del tutto.

(Maria Palladino)

Contatti

Padova (Italia)